La lezione di giornalismo di de Bortoli

In tanti anni che seguo la politica italiana, non avevo mai visto un così preoccupante rapporto tra politica ed informazione. Ormai si parla e si scrive facilmente di complotti, interessi occulti ed ossessioni personali, forse per dileguarsi dal rispondere sul merito di varie e spinose questioni.

Avrete sentito sicuramente alla televisione o letto su diversi quotidiani, in questi ultimi giorni, dello scontro tra Maria Elena Boschi e Ferruccio de Bortoli. Per chi se lo fosse perso, provo a riassumere la situazione: nel nuovo libro, appena pubblicato, dell’ex direttore e attuale editorialista del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, “Poteri forti (o quasi)“, edito da La Nave di Teseo, si racconta di un intervento, nei giorni cruciali della crisi di Banca Etruria, di Maria Elena Boschi, allora ministro per le riforme del governo Renzi, presso UniCredit, nella persona del suo amministratore delegato Federico Ghizzoni. Incontro con l’obiettivo di sollecitare il salvataggio dell’Istituto di credito toscano in bancarotta. Come sottolineato da Luciano Fontana, nel suo editoriale di ieri sul Corriere, “la ministra non ha alcun titolo per occuparsi della vicenda, anzi ha un ostacolo insormontabile: suo padre è il vicepresidente della banca, il conflitto d’interessi è evidente.” Boschi negli scorsi giorni ha replicato a de Bortoli dichiarando di non aver mai fatto pressioni (in Parlamento aveva anche dichiarato in passato di non essersi mai occupata di Etruria) e annuncia querele verso l’autore del libro (a tutt’oggi non ancora presentate). Raggiunto da diversi giornalisti, Ghizzoni (ora ex amministratore) fa brevissime dichiarazioni in cui si limita a un «no comment», giustificandosi che risponderà a qualsiasi domande se mai verrà convocato dalla commissione parlamentare d’inchiesta annunciata dai giornali ed in procinto, forse, di essere costituita a Montecitorio. Da UniCredit confermano di aver esaminato il dossier e di aver scartato la possibilità di intervenire.

Matteo Renzi, intervistato sabato scorso da Il Foglio, rincara la dose lanciando un incredibile attacco personale all’ex direttore di Via Solferino, integralmente di seguito riportato:

“De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici. Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo. Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente. Arriverà un giorno in cui si chiariranno le responsabilità a vari livelli e se c’è un motivo per cui sono contento che la legislatura vada avanti fino ad aprile 2018 è che avremo molto tempo per studiare i comportamenti di tutte le istituzioni competenti. Cioè, competenti per modo di dire. Non vedo l’ora che la commissione d’Inchiesta inizi a lavorare. Come spiega sempre il professor Fortis, vostro collaboratore, Banca Etruria rappresenta meno del 2 per cento delle perdite delle banche nel periodo 2011-2016. Boschi senior è stato vicepresidente non esecutivo per otto mesi e poi noi lo abbiamo commissariato: mi pare che non sia stato neanche rinviato a giudizio. Se vogliamo parlare delle banche, parliamone. Ma sul serio. Per concludere vorrei ricordare un dettaglio. Ferruccio de Bortoli ha detto falsità su Marco Carrai. Ha detto falsità sulla vicenda dell’albergo in cui ero con la mia famiglia. Ha detto falsità sui miei rapporti con la massoneria. Non so chi sia la sua fonte e non mi interessa.”

Per quanto riguarda Carrai, de Bortoli ha dichiarato scusandosi di essersi sbagliato, mentre sullo spiacevole episodio del giornalista del Corriere della Sera, Marco Galluzzo, avvenuto nell’albergo citato dal segretario, cito integralmente il passaggio dal libro di de Bortoli in cui da la sua versione dei fatti:

«Al telefono, Galluzzo mi spiegò di essere stato avvicinato dalla scorta del premier che gli aveva intimato di lasciare subito l’ albergo. Questo il suo racconto: “Mi avvicinai al tavolo del ristorante dove cenava, nella terrazza dell’ albergo, con la moglie e i figli. Mi fu possibile solo salutarlo e per un attimo stringergli la mano, poi cominciò a gridare, lasciando di stucco i tavoli degli altri ospiti, gruppi francesi, tedeschi e russi. E anche Agnese, che mi rivolse uno sguardo di comprensione, quasi di vergogna. Gridava talmente forte, inveendo contro il Corriere che invadeva la sua privacy, che la scorta accorse come se lui fosse in pericolo. Venni anche strattonato. Dovetti alzare la voce per dire al caposcorta di non permettersi. Lui reagì minacciandomi. Mi disse che tutta la mia giornata era stata monitorata, dal momento in cui avevo prenotato una camera nello stesso albergo, e che di me sapevano tutto, anche con sgradevoli riferimenti, millantati o meno conta poco, alla mia vita privata”. Insomma, intollerabile. Se Berlusconi avesse fatto una cosa simile saremmo tutti insorti».

Da tutto questo si capisce chiaramente che la vicenda delle banche toscane è a tutti gli effetti una spina nel fianco del segretario PD e dell’ex ministra ora sottosegretaria Boschi. È un capitolo oscuro, con inchieste ed intercettazioni scomode, troppo scomode per partito e governo. Perché anziché rispondere alle questioni, ci si preferisce nascondere dietro a complotti e fantomatiche ossessioni personali? De Bortoli ha semplicemente raccolto, durante la stesura del suo libro, un’informazione e l’ha pubblicata, dopo essere sicuro delle sue diverse fonti. Questo vuol dire fare il giornalista. Il ministro ha risposto a quanto da lui scritto, mentre Ghizzoni ha preferito non commentare, anche se, come ha scritto il direttore Fontana sul Corriere: “forse sarebbe meglio che anche il mondo bancario parlasse chiaramente. La trasparenza, dopo tutto quello che è accaduto in questi anni in cui le banche e le loro sofferenze sono state una zavorra per il Paese, dovrebbe essere un valore assoluto per tutti.”

La sconfitta referendaria sembra proprio che non abbia cambiato Renzi il quale continua ad essere ossessionato dall’idea di una stampa scomoda e sempre critica nei suoi confronti. Altro che nuovo corso e ricostruzione di un vero progetto riformista per una forza politica come il Partito democratico…

di Mattia Barcella

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