#Venerdidarte – “La Pop Art è un modo di amare le cose”

Il 22 febbraio 1987, esattamente trent’anni fa, in seguito ad un intervento chirurgico alla cistifellea, ci lasciava uno degli artisti più influenti del ventesimo secolo: Andy Warhol.
Andrew Warhola Jr. nacque a Pittsburgh, in Pennsylvania, da genitori cecoslovacchi immigrati negli Stati Uniti. La sua data di nascita è collocabile tra il 1928 e il 1931, lui stesso affermò che il suo certificato di nascita databile al 1930 era un falso. Cresce nel ghetto cecoslovacco della sua città e, dopo un’infanzia passata in solitudine a leggere riviste di moda europee e appassionandosi al mondo del consumismo, studia arte pubblicitaria al Carnagie Institute of Technology (l’attuale Carnagie Mellow University).

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Appena laureato, nel 1949 si trasferisce a New York dove inizia ad esercitare la professione di pubblicitario, creando annunci per riviste come Vogue e Harper’s Bazaar.
Nella sua prima mostra, Warhol presentò la collezione Golden Shoes: una serie di calzature in lamina d’oro ritratte di profilo e dedicate a divi e dive del cinema.
Iniziò così la sua ascesa nella società mondana e divenne un “Business Artist”: creava opere d’arte con finalità commerciali. I suoi quadri erano prodotti in serie, come in una fabbrica, utilizzando la tecnica della serigrafia.
I suoi soggetti sono presi dalla cultura popolare americana, come la zuppa Campbells, la Coca-Cola, i dollari. Si dedicò anche alla scultura, ricreando le scatole del detersivo Brillo e dei Cornflakes.
Quando nel 1962 Marilyn Monroe morì, Warhol decise di creare una serie di serigrafie con l’immagine del suo volto: non gli interessa rappresentare l’anima della persona, ma solamente la sua immagine. Dopo Marilyn, nacquero le serigrafie di molti altri personaggi famosi, come Elvis Presley, Mao Tse Tung e Liza Minelli.

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Oltre alla sua attività di artista, Warhol si dedica all’attività di produttore musicale, collaborando all’album dei Velvet Underground del 1967, è il regista di diversi cortometraggi e lungometraggi e nel 1969 fonda la rivista “Interview”.
Il suo atelier, la “Factory”, era il luogo di feste e di incontri, era frequentata dalle personalità pop più trasgressive degli anni 60 e 70 del secolo scorso. Proprio nel suo laboratorio, il 3 giugno 1968, una femminista radicale sparò a Warhol e al suo compagno.
Le ultime serigrafie create dall’artista sono ispirate al Rinascimento italiano: trasforma “L’ultima cena” di Leonardo e la “Nascita di Venere” di Botticelli in Pop Art.

di Valentina Musatti

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