Luigi Tenco, il cantautore italiano che tra poesia e protesta stravolse il Belpaese

Era la notte tra il 26 e il 27 Gennaio del 1967 quando Luigi Tenco morì. I media e il mondo della cultura in genere erano concentrati, come di consueto in questo periodo dell’anno, sulla manifestazione più 2importante della stagione televisiva italiana: il festival di Sanremo. A quel festival di Sanremo Tenco prese parte infatti, in coppia con Dalida portò in gara “Ciao amore, ciao”, ma vennero eliminati. Fu la prima ed ultima volta al festival. Le ore che seguirono alla sua eliminazione dalla kermesse – fra la tragica morte e il biglietto che lasciò scritto – segnarono una svolta drastica e decisiva nel costume e nella cultura degli italiani.

« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »

A distanza di cinquant’anni quel messaggio appare quasi profetico – considerando che di lì a poco il nostro paese avrebbe conosciuto il ’68, i movimenti studenteschi, il grido di una gioventù che impose con la forza degli ideali e del pensiero la rivoluzione sociale. E anche il mondo della musica non fu da meno: all’epoca d’oro della canzonetta nazional-popolare subentrò una generazione di cantautori capace di descrivere un’Italia che viveva giorno dopo giorno sempre più complesse problematiche sociali, politiche ed economiche.

Al suo nome sarà per sempre legato, nell’immaginario collettivo, quello di Dalida. Entrambi condivisero (stando alla stampa dell’epoca) una storia d’amore, la tragica esperienza al festival e una tormentata esistenza che ne accomunò il destino.

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( Dalida e Luigi Tenco, San Remo 1967. Photo Olycom )

Dell’addio di Dalida (3 Maggio 1987) ricorre quest’anno il trentennale e la Francia la celebra con un film nelle sale che andrà in onda su Rai1 il prossimo 15 Febbraio. L’attrice Sveva Alviti (qui sotto in una scena del film) sarà presente al festival di Sanremo, coinvolta probabilmente nell’omaggio che Carlo Conti ha riservato al cantautore.

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“Io sono uno
che non nasconde le sue idee, questo è vero
perché non mi piacciono quelli
che vogliono andar d’accordo con tutti
e che cambiano ogni volta bandiera
per tirare a campare.”

“Io sono uno”, “mi sono innamorato di te”, “lontano lontano”, “se stasera sono qui” sono alcuni tra i suoi più grandi successi. Pietre miliari della nostra musica che anno dopo anno, decennio dopo decennio, vengono riproposte. Nonostante la sua breve esistenza e la sua altrettanto breve attività discografica, Luigi Tenco rimane ad oggi il poeta della musica italiana.

La sua vicenda però qualcosa ci ha insegnato: che la critica non sempre è costruttiva. Che spesso la parola è la peggiore delle armi, e bisogna saperla usare. E che il tempo, che tutto offusca e cancella, con il suo naturale corso degli eventi gli ha dato ragione: sull’Italia e su tutto il resto.

di Lorenzo Di Pietro

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